LA FOTOGRAFIA È UN ATTO D’AMORE

Ogni tanto, rovistando nell’archivio, mi capita di scoprire delle fotografie che non ricordo di aver scattato; di conseguenza, se trasmettono delle emozioni, non sono affidate all’orgoglio di essere l’autore ma alla forza espressiva dell’immagine.

La fotografia di paesaggio, da un po’ di tempo non mi prende più. Forse, invecchiando, si quietano le illusioni dell’Io per lasciare spazio a qualcosa di più intimo e personale che vibra in armonia con la natura appagando i bisogni dell’anima, non quelli dell’io.
Per ripristinare la comunicazione con sé stessi bisogna avere il coraggio di disobbedire alle abitudini e alla schiavitù delle cose che non soddisfano i nostri più intimi bisogni.

Ora mi piace contemplare il paesaggio, perdermi in esso: camminare, ascoltare, guardare, sentire.
È la cura dell’anima per troppo tempo lasciate in disparte.

Nulla di sovrannaturale o di impossibile, solo un po’ di trascendenza: un atteggiamento che rappresenta il bisogno di superare i propri limiti mentali e lasciar andare le illusioni dell’io, per entrare a far parte di un mondo superiore, naturale, divino?: si diventa natura, ci si libera da un sistema di bisogni inventati dagli altri (da pochi) che ce li hanno venduti come presupposto di libertà ma, in realtà, sono schemi mentali necessari a tenere in piedi una struttura (economica) complessa che non tiene conto dei bisogni interiori degli individui, né della loro felicità.
Il nostro sistema (in modo più furbo degli altri) non vuole persone felici ma schiavi con l’illusione della libertà che tutti possono raggiungere potere e ricchezza inseguendo i modelli di riferimento.
Nel mondo reale significa: depredare gli altri con l’inganno (il caso più esplicito è la pubblicità).
Libro che consiglio: “Parsifal” di Claudio Risé – Ed – un libro scorrevole ma rivelatore)

Questi tre paesaggi mi hanno fatto riflettere. Mi sono lasciato andare alla contemplazione e mi sono emozionato. Sono tornato indietro nel tempo (che forse è solo un limite mentale). Sono tornato sul luogo e il momento dello scatto: ho provato l’emozione di quando eri lì e ho guardato e ho visto quello che ora vedete anche voi.

Quando fotografi se non senti il disagio delle emozioni, non esce nulla: significa che imiti qualcosa o qualcuno. È solo il tuo io che vuole far vedere quanto è bravo agli altri.
La fotografia, quella artistica in particolare, è un’esperienza emotiva come l’innamoramento.
Ti aiuta a far esistere (tirar fuori) qualcosa di sconosciuto di te, del tuo carattere, attraverso l’alterità: cose o persone esterne a te.

Siate eretici

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